Il rapporto fra tecnici e PM (ovvero i project manager) è quello che solitamente crea più grattacapi. Le cause sono molteplici, ma due sono quelle più frequenti
- I soldi
- il tempo
Se queste due si è discusso a lungo per cui oggi voglio affrontare un altra causa, più rara, ma ben più insidiosa: il PM ex o finto tecnico. E’ un mix quasi micidiale che richiede molta calma e fermezza per essere gestito.
Lo scenario è di solito è il seguente:
Arriva il PM con il progetto completo di importo, giornate uomo e scadenze (le stime le ha fatte lui, ha imparato a farle quando era tecnico). Ecco il “pacco regalo”, tutto già fissato, c’è solo da lavorare. Con una sola piccola clausola, che il PM guarda, analizza e critica. E arrivano domande di questo tipo:
Ma questa funzione vuoi proprio farla così?
Ma sei sicuro di scegliere questa architettura?
Per poi passare in un crescendo quasi inarrestabile alle frasi del tipo
L’ho già fatto 10 anni fa nella metà dei giorni e dei soldi.
A questo punto la risposta è scontata: allora perchè non hai proposto la tua soluzione?
L’approccio da seguire, se si vuole evitare di arrivare ad una frizione inutile a tutti è quella di stabilire dei confini basati sulle responsabilità: se il progetto è in difficoltà per ragioni tecniche chi è il responsabile?
Lo si scriva nero su biano ed in cc a chi di dovere e la partita è chiusa. Si concorda un piano di scadenze e si lavora su quello.
Le cause di questi attriti non sono tecniche, sono caratteriali. I tecnici solitamente sono tali perchè amano avere il controllo delle cose che fanno, ovvero avere la sensazione (ed in vb6 si andavo veramente poco più in là) che quello che si produce sia assolutamente deterministico. Che cosa controlla un PM?
L’operato di altre persone (oltre ai soldi s’intende).
Non c’è niente di meno deterministico (e se poi si usa ancora vb6…..)
Come reagisce il PM? Cercando di imporre la sua autorità, con la speranza di un maggiore controllo.
Peccato che le persone riconoscono l’autorità (in senso lato, ovvero si creino dei riferimenti di cui fidarsi) e quelle imposte senza fondamenta creano un sentimento completamente diverso.
Che fare (se il PM non ci arriva da solo)?
L’unica speranza di lavorare sereni è quello di concordare costi e scadenze sensati e cercare di proporre soluzioni alle situazioni critiche, ovvero di cominciare a dare delle certezze. Se il PM capisce di avere un maggiore controllo e capisce anche che comportandosi in un certo modo può continuare ad averlo probabilmente cambierà atteggiamento.
Basterebbe capire che in progetto in cui ci sono n tecnici ed un pm che farà per forza di cose la maggior parte del lavoro? Per raggiungere lo scopo chi è che deve essere produttivo al 100%?
I tecnici, per cui o li si motiva o non si raggiunge l’obbiettivo.
Se non lo capisce (o non lo si vuole capire)….pazienza, peggio per lui; probabilmente rinuncerà ad una parte del suo premio di produzione (che di solito è più alto di quello di un tecnico).