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Post da Ottobre 2007

Java encoding addedum no. 1

Ottobre 18, 2007 · Lascia un Commento

**If there are some non italian readers that wish to learn more about java encoding please leave a comment in english and I’ll try to post more articles (english readable) on the topic.**

Ho visto che molte delle ricerche che portano al blog hanno le parole chiava java ed encoding. Ho pensato di dedicare qualche post all’argomento.

Il primo e’: Come cambiare encoding ad un file?

Faccio copia ed incolla di un sorgente Java che preso un file con un certo encoding (da specificare esplicitamente)  ne crea una sua versione con un encoding differente.

public class FileReEncoder {

private static final int BUFFER_SIZE=2048;

public static void main(String[] args) throws Exception {
String fileNameIn=”test1″;
String fileNameOut=”test2″;
String encodingIn=”UTF-8″;
String encodingOut=”ISO-8859-1″;
File fileIn=new File(fileNameIn);
if (!fileIn.exists() || !fileIn.canRead()) {
System.err.println(“Il file ” + fileNameIn + ” non esiste o è illeggibile”);
System.exit(-1);
}
FileInputStream fis= new FileInputStream(fileIn);
InputStreamReader reader= new InputStreamReader(fis,Charset.forName(encodingIn));
try {
FileOutputStream fos=new FileOutputStream(fileNameOut);
OutputStreamWriter writer= new OutputStreamWriter(fos, Charset.forName(encodingOut));
try {
char[] bufferChar=new char[BUFFER_SIZE];
int charsRead=0;
while ((charsRead=reader.read(bufferChar))>0) {
writer.write(bufferChar, 0, charsRead);
}
} finally {
writer.close();
}
} finally {
reader.close();
}

}

}

Enjoy!

Se ci sono altre domande o cose che vorreste vedere trattate sull’argomento suggerite pure.

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Categorie: change encoding · java encoding · xml encoding

Arriva fine anno: obiettivo bilancio

Ottobre 3, 2007 · Lascia un Commento

Probabilmente l’ultimo trimestre è il più duro per i tecnici (ma anche per i commerciali) in quanto il tempo per centrare gli obiettivi è sempre meno e di solito la meta è distante.

Di solito si verifica la seguente situazione: i commerciali o i capi progetto per fare il budget dicono di sì a tutto o quasi ed arrivano sulla scrivania progetti impossibili. L’impossibilità principale è data dal fatto che i tempi a disposizione per tali progetti sono ridicoli. La domanda classica è perchè il progetto arriva a settembre o ottobre o più tardi invece di marzo, aprile o maggio?

Domanda inutile, tanto tutta l’azienda che conta, dal top management fino ai commerciali (che solitamente sul budget hanno premi di produzione non trascurabili) hanno in testa un unico target, centrare gli obiettivi economici.

Cosa fare? Accettare la cosa come un dato di fatto, che si ripeterà ogni anno. E’ una componente strutturale di tante aziende per cui si tratta di stringere i denti ed aiutare l’azienda a raggiungere gli obiettivi (anche se spesso il raggiungimento degli obiettivi economici non si riflette sullo stipendio del tecnico la cui mansione è assimilata alla manodopera facilmente sostituibile). Quello che a cui si deve stare molto attenti sono le possibili “fregature” (solo per il tecnico s’intende). Non mi sono mai trovato in situazioni simili, ma ho ben presente i racconti e le lamentele di tante persone che ho conosciuto e che ci sono passate; solo grazie alle loro sono uscito indenne da tali disavventure. Uno scenario classico è il seguente.

Un PM/commerciale ha un progetto in ritardo e da tale progetto deriva una parte non trascurabile (per sempio sopra il 5%) del budget aziendale, per cui ci sarà la massima volontà a centrare l’obiettivo. E’ nell’interesse di tutti, l’azienda che aumenta il fatturato, la persona prende il premio. Se ci sono cause insormontabili per cui l’obiettivo non può essere veramente centrato scatta la corsa “all’accordo”. Essa consiste nel dire, caro cliente,partner, etc, etc il tale progetto e’ in ritardo per questi motivi, va bene se mi certifichi che questa parte del progetto attualmente in sviluppo è finita ed io te la consegno fra X mesi? Dove esiste un rapporto di fiducia ci si viene sempre incontro, per cui in tanti casi la risposta è sì. Così i conti tornano, nel senso che l’azienda raggiunge gli obiettivi di bilancio, il lavoro e’ spostato di qualche mese ed il cliente ha un “credito” da giocarsi la momento buono.

Peccato che a volte quando si afferma che un lavoro è finito (anche se non è vero), anche il relativo capitolo di spesa viene chiuso. Che conseguenze ci sono?

Per il commerciale nessuna, ha centrato l’obiettivo. Per il tecnico qualche “problemino” c’è, infatti dove carica le giornate l’anno dopo se il capitolo si spesa è chiuso?

Spesso su un nuovo progetto o nella fase successiva del progetto. Pessima soluzione. Per tanti motivi.

Quello più importante è che si falsano i rapporti costi/ricavi delle attività e di conseguenza i manager prendono delle decisioni su dei dati sbagliati.

Esiste una via d’uscita? Secondo me sì. La prima cosa da fare è accordarsi in maniera chiara e precisa sull’allocazione futura dei costi dei progetti “chiusi virtualmente”. La seconda cosa è far in modo che in azienda vengano quantificate in maniera esplicita gli spostamenti di fine anno. Per un tecnico è doveroso darsi da fare per raggiungere gli obiettivi aziendali, ma faticare tanto per poi trovarsi brutte sorprese in futuro, no.

Categorie: Pensieri sparsi · organizzazione aziendale · vita in azienda